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Vi consigliamo di visitare il blog in lungo e in largo: i post sono collocati nella parte centrale, mentre ci sono a lato altre funzionalità del blog (ricerca, link consigliati, particolarità di Marco's blogONE) e sotto le curiosità storiche del giorno, le news italiane di otto differenti testate italiane (tra cui La Repubblica, Il Corriere della Sera e la Stampa) e la videoteca, con alcuni filmati di Beppe Grillo.



Buona permanenza,



La Redazione







Al momento attuale, a quale di queste personalità dareste la vostra fiducia?

martedì 30 giugno 2009

Trivia Simpson: quale travestimento utilizza Homer Simpson ad Halloween?

La risposta esatta è barbone (oltre il 60% ha risposto bene). Proprio così: è questo l'abituale travestimento utilizzato da Homer ad Ogni Santi. Lo si vede bene nello special di Halloween in cui Marge sequestra a Bart e Lisa le pile del telecomando per non farli vedere il cartoon sanguioso di Halloween di Grattachecca e Fichetto. Alla fine i due piccoli Simpson utilizzeranno alcune barre di plutonio per sostituirle.
Il sondaggio è stato libero e tutti hanno avuto la possibilità di votare.
Alla prossima

L'abracadabra delle stragi: la scomparsa delle notizie dai tg

L'Italia non è mai in pace. Durante la notte una cisterna piena di GPL è esplosa a Viareggio provocando molti morti e feriti. Le case sono distrutte e la ferrovia praticamente inutilizzabile.
Per chi ha visto i telegiornali (Tg1 ad esempio) questi particolari non sono niente di nuovo: i servizi erano pieni di ogni tipo di dettaglio ed stracolmi di collegamenti con gli inviati sul posto. Tutto questo zelo è encomiabile. Ma per chi ha osservato tutto il telegiornale (guardare non basta a farsi una idea) sarà saltato all'occhio qualcos'altro. E cioè che non si fatta nessuna menzione all'inchiesta di Bari. Quella è sparita. E' invece stata menzionata per alcuni minuti la protesta dei lavoratori Fiat, ma questa era guarnita da un'uscita pubblica del premier che ha dolorosamente constatato ciò che era avvenuto alcune ore prima a Viareggio ed ha attaccato nuovamente la "sinistra" (quale in particolare non l'ha detto) dicendole di essere nemica del Paese e di vergognarsi. Ma forse a vergognarsi dovrebbero essere i tg, e, forse, soprattutto Minzolini, che , da quando è arrivato alla direzione del Tg1, ha fatto redigere pochissimi servizi sull'inchiesta di Bari riguardante Berlusconi e neanche una su quella riguardante l'altra inchiesta barese sugli appalti illeciti nella sanità. "Questi sono casi che scottano, meglio non trattarli" avrà pensato.
Ma dare la colpa solo a Minzolini sarebbe troppo: queste notizie sono sempre state un facile modo per districarsi dai profondi problemi dell'Italia poichè, dando in pasto all'opinione pubblica reportage osceni e ipocriti al solo scopo di incollare il telespettatore di fronte al televisore, lo si imbriglia nelle maglie della notizia fittizia; anzi più che della notizia vera e propria, come sostiene Marco Travaglio, spesso della sola opinione, priva alle volte di alcun significato.
Per chi se ne fosse già dimenticato, tutto ciò era già successo con il terremoto in Abruzzo: i telegiornali erano pieni di ogni genere di servizio sul sisma e la crisi economica, che in quel momento era all'apice della sua gravità, scomparse miracolosamente.

lunedì 29 giugno 2009

La storia in un paragrafo: la breccia di Porta Pia

Lo Stato Italiano era nato il 17 marzo 1861. Garibaldi, grazie alla sua famosa Spedizione dei Mille, era riuscito a conquistare l'Italia del Sud e l'intero Regno delle due Sicilie. A Nord invece le truppe del re erano riuscite a sottrarre agli austriaci anche gli ultimi territori del Lombardo-Veneto.
L'Italia sembra veramente unita, ma mancava ancora un pezzo per creare il vero Stato Italiano. Questo era il Lazio e soprattutto Roma, ancora in mano al potere temporale del papa.
I cattolici francesi, che in precedenza avevano dato man forte alle truppe reali nel conquistare i territori austroungarici, ora si dissociavano da una possibile invasione dello Stato della Chiesa.
Ma per i fautori del nazionalismo italiano quello era un territorio indispensabile, poichè solo Roma poteva al meglio rappresentare la capitale del nuovo Stato.
Non senza ripensamenti, le truppe italiane decisero di attaccare il 20 settembre 1870: da una breccia, scavata in corrispondenza di Porta Pia, entrarono a Roma i bersaglieri a servizio del re Vittorio Emanuele II. Il papa si proclamò subito prigioniero politico del re italiano e, successivamente, con una bolla ufficiale, impedì ai cattolici italiani di partecipare alla vita politica del nuovo Stato, proprio per proclamare l'ostilità al sovrano che lo aveva privato del suo territorio.
La breccia di Porta Pia segnò la fine del potere temporale del papa per quasi 60 anni, fino a quando Mussolini, nel 1929, firmò i patti Lateranensi, che ridettero al pontefice un limitato controllo territoriale su Roma e dettero agli italiani la possibilità di partecipare attivamente alla politica italiana.
Roma divenne così capitale d'Italia il 1 agosto 1871, prendendo il posto che fu di Torino e Firenze.

sabato 27 giugno 2009

Omaggio a Micheal Jackson (1958-2009)

Sul palco un grande artista, nella vita un uomo solo.

L'editoriale: il Nord Italia che non si appartiene

Nel 2015 a Milano prenderà il via il nuovo Expo, che dovrebbe muovere un giro di affari di 14mld per il solo l'allestimento. Per chiunque sia nel campo dell'edilizia, dell'artigianato o, in generale, dell'imprenditoria è un'occasione da non farsi perdere. Le gare d'appalto sono già cominciate e si prevede che le adesioni per accaparrarsele saranno moltissime. Ma c'è un pericolo dietro l'angolo che fa tremare gli organizzatori: il pericoo di infiltrazioni mafiose all'Expo.
Il tema fu affrontato in una recente puntata di Annozero che vedeva fra gli ospiti il sindaco di Milano, Letizia Moratti, il curatore della Mostra, Lucio Stanca, anche deputato del PDL, e il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. Di Pietro sottolineva la possibilità di infiltrazioni mafiose grazie a sistemi di appalti truccati o a causa di imprenditori delle società appaltate aventi forti legami con gli ambienti malavitosi. I vari servizi mostrati evidenziavano come a Milano la 'ndrangheta fosse molto radicata.
La Moratti era a dir poco inorridita e sgomenta: non si era mai accorta che a Milano ci fosse la mafia. Continuava a ripetere a Santoro che quella mostrata non era la vera Milano, ma era solo una piccola parte che non rispecchiava affatto la totalità economica e sociale della città. Non solo, invocava una nuova puntata riparatoria in cui parlare dei cittadini perbene. Ma questo che vuol dire?Vuol dire ritenere la mafia soltanto un problema del Sud, mentre a Nord è tutto lindo e casto.
La politica si disinteressa e volta la faccia di fronte ai problemi di questo tipo. Ma poi quando gli viene posta sotto gli occhi la cruda verità, la rifiutano categoricamente, dicendo che quella è un'altra città, un'altro paese. Ma come si può essere così miopi di fronte ad un problema così grave? Se la mafia al Sud si è diffusa con il silenzio, anche a Nord farà lo stesso se nessuno farà niente. E, per iniziare, bisognerebbe ammettere che esiste e che si ingrandisce anche al Settentrione. Altrimenti il Nord rispecchierà una società che non le appartiene affatto.

venerdì 26 giugno 2009

Buco nella sanità pugliese: l'inchiesta di Bari di cui nessuno parla

I giornali e i telegiornali in questi giorni stanno parlando della famosa inchiesta di Bari che vede coinvolto Silvio Berlusconi, con l'ipotesi di reato d'induzione alla prostituzione ai danni della signora D'Addario, che per prima ha testimoniato riguardo a questa scabrosa vicenda.
Ma c'è anche un'altra inchiesta della Procura di Bari da cui, successivamente, è partita quella ai danni del manager Tarantini e dello stesso premier. Questa è il filone principale dell'intera vicenda e anzi, senza questo, sarebbe impossibile comprendere come si è arrivati alla storia sopracitata.
L'inchiesta prinicpale afferisce al buco di bilancio nella sanità della Regione Puglia che, secondo le ultime stime, ammonterebbe a 250mln di euro. La DDA di Bari ha cominciato a indagare sull'accaduto per capire come questo deficit, durante il governatorato di Vendola, sia addirittura aumentato (nel 2005 era di 227mln di euro).
Il Dipartimento Distrettuale Antimafia ha subito ipotizzato una serie di appalti truccati legati a Tedesco,l'ex assessore alla sanità pugliese, che avrebbe, secondo gli inquirenti, avvantaggiato nelle gare d'appalto determinate ditte per lo smaltimento dei rifiuti sanitari, tra cui quelle controllate dai suoi figli.
Inoltre la indagini si muovono anche verso un'altra direzione: quello dei pericolosi intrecci tra politica, sia locale che nazionale,mafia e affari, che la DDA ritiene molto concreti.
E tra quesi ipotetici intrecci si rileva proprio quello del manager Tarantini, che fu successivamente seguito e intercettato. E grazie al suo pedinamento si arrivò alla famosa festa a Palazzo Grazioli, che vide come protagonisti anche il premier e la D'Addario; festa da cui sarebbe partita la seconda indagine di cui tanto si parla.
Questa vicenda (direi stranamente) non viene affrontata per niente; se ne trovano accenni solo sui quotidiani locali, naturalmente più inclini a trattare questioni legate al loro territorio.
I giornali nazionali, le televisioni e anche molti siti Internet tacciono, come se fosse meglio che la cosa non si venisse a sapere.
Questo, forse, perchè è molto difficile spiegare come un buco di bilancio sia addirittura aumentato nel corso degli anni nonostante l'aumento delle tasse pugliesi sulla sanità. Invece è molto più semplice raccontare l'ultima delle avventure amorose di Berlusconi, che ormai non ci impressionano più per quante il premier ne abbia fatte. Infatti l'unica ad essere rimasta schifata dalla vicenda è soltanto la Chiesa, che ha recentemente definito la posizione di Berlusconi ormai "indifendibile".

giovedì 25 giugno 2009

La satira dà fastidio: via Crozza da La7

Nessuno si aspettava un evento del genere a La7. Maurizio Crozza non condurrà più il suo varietà Crozza Italia Live. Il perchè di questa decisione rimane a dir poco un mistero: il programma è sempre andato benissimo, mai nessuno si è lamentato della sua satira e, anzi, in molti lo consideravano tra i comici più gentili e delicati della tv, senza ovviamente sminuire la portata di comicità e invettiva nelle varie imitazioni che lo hanno reso famoso (Brunetta, Veltroni, Ahmadinejad, Marzullo in particolare). Non si capisce come un artista così sia stato fatto fuori in pochissimo tempo e senza una spiegazione pluasibile: o meglio la spiegazione c'è stata, ma è stata confusa e generica. A darla il vicepresidente esecutivo di Telecom Italia Media Giovanni Stella:" I programmi si deteriorano e vanno rinnovati". Ma in questo programma segni di deterioramento non se ne erano mai visti: anzi, c'erano sempre stati indici di ascolto molto alti, con addirittura picchi del 3,9% , quando la media del canale è di poco superiore al 3%. Successivamente lo stesso vicepresidente si è corretto dicendo che ci saranno due special a dicembre e poi, forse, una ripresa in primavera. Ma in autunno per Crozza non c'è posto, su questo è stato categorico. Ma chi prenderà il suo posto? Colui che non ti aspetteresti, e cioè l'ex attore di soap opera e ora deputao del PDL Luca Barbareschi, che condurrà con le sue strabilianti conoscenze, un talk show tutto suo! Non ci resta ora che chiederci cosa farà Crozza:"Cosa farò io?Chiedetelo a loro", è stata la malinconica risposta del comico-imitatore.
Ma perchè cacciarlo, ci chiediamo ancora?
La risposta certa non la abbiamo, ma forse può avere a che fare con la possibile cancellazione di Annozero il prossimo anno e quindi con i possibili nuovi allontanamenti dalla televisione di stato di Santoro e Travaglio, può avere a che fare con l'elezione di Minzolini come direttore del Tg1, il quale ha subito dichiarato che l'inchiesta di Bari è tutto gossip e per questo Rai1 non ne parlerà. Forse può avere a che fare con il fatto che la democrazia e l'informazione stanno lasciando sempre di più questo paese.

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